L’Argentina è uno dei paesi più estesi dell’America Meridionale e presenta due ampie zone pianeggianti, la Pampa e la Patagonia, che pur avendo caratteristiche diverse, sono fondamentali per l’agricoltura e l’allevamento.
Questi territori sono stati ampiamente sfruttati nei secoli dalla colonizzazione spagnola e successivamente, quando l’Argentina è diventata uno stato indipendente, non sempre sono stati utilizzati nel modo più adeguato a causa dei frequenti cambiamenti politici e delle numerose crisi economiche.
Leggendo i testi di geografia sembra che la Patagonia sia una regione arida e poco favorevole all’economia. In realtà nell’articolo di Claudia Korol “Argentina: Benetton e i “colori della nuova conquista””,sullo sfruttamento dei Benetton in Argentina si riportano le parole del giornalista Hacher: egli segnala che la Patagonia presenta riserve petrolifere, grandi risorse idriche, enormi varietà di flora e fauna ed una vena d’oro e di platino, recentemente scoperta. Si conclude che è una regione veramente ricca e non adatta solo all’allevamento di pecore.
Queste risorse naturalmente richiamano le multinazionali desiderose di sfruttare e ricavare forti guadagni e fra queste il gruppo della Benetton.
Ma chi abita in questa regione?
Viene da rispondere gli Argentini e molti discendenti dai tanti immigrati, anche italiani, che sono andati là per coltivare e allevare il bestiame.
Normalmente non pensiamo che quelle terre erano abitate da popolazioni indigene già prima che arrivassero i colonizzatori europei ed ancora oggi molti gruppi vogliono continuare a vivere e a lavorare dignitosamente nella loro terra d’origine.
Fra questi i Mapuche, gente orgogliosa e decisa, che ha il coraggio di affrontare un processo contro la ricchissima società Benetton che si è appropriata senza scrupoli di gran parte della Patagonia per i loro interessi economici senza preoccuparsi minimamente delle condizioni di vita, di lavoro e della sopravvivenza delle popolazioni locali.
Il fatto poi i che i Benetton abbiano costruito un museo dedicato “agli indigeni della Patagonia” lo giudico assolutamente offensivo perché vogliono che essi rispettano la cultura locale, ma in realtà, come veri e propri colonizzatori, hanno privato questa gente delle loro terre, delle case, delle condizioni per vivere onestamente per estendere l’allevamento delle pecore per le loro industrie.La mia ammirazione è tutta per i Mapuche.
Non solo perché osano sfidare una grande multinazionale per riappropriarsi della propria terra ma anche perché essi vogliono vivere con la natura in modo equilibrato e armonioso, rispettando i suoi ritmi e le sue leggi.
GinghiniGL



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mt
Sì
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