Random Post: ENERGIA NUCLEARE:PRO E CONTRO
RSS .92| RSS 2.0| ATOM 0.3
 

BUON 2005!!!!….anche da parte mia!!!!!!!!

31 dicembre 2004


HAPPY NEW YEAR


BONNE ET HEUREUSE ANNÉE




…o semplicemente FELICE ANNO NUOVO!!!


Giuly


Auguri di capodanno…

31 dicembre 2004

Fra poche ore arriverà il 2005, il nuovo anno! Sono molto contento, anche perchè capodanno è un’ occasione che le vacanze ci offrono per mangiare fino a scoppiare e far festa con le persone care. Guardando indietro agli ultimi eventi del 2004 e al dolore di cui è stato caratterizato, l’ unico pensiero per l’ anno a venire è sperare che possa essere più sereno per tutti noi e meno travagliato dalla sofferenza.


Comunque con questo post voglio solo augurare agli amici del blog


UN BUON 2005 DI GIOIA E FELICITA’


Brindisi al Nuovo Anno


nessun titolo

31 dicembre 2004

Buon 2005 a tutti!!!


2003! 2003!


nessun titolo

31 dicembre 2004

BUON ANNO NUOVO!!!!


2003!2003!2003!


nessun titolo

30 dicembre 2004


ancora una riflessione sulla tragedia.


ciao a tutti.


questo non è un saluto partcolarmente felice,dopo tutto ciò sappiamo è successo in asia meridionale.


la mia migliore amica si trovava alle maldive in questo periodo,proprio su una delle isole colpite dallo tsunami.


quando ho saputo ke era la sono stata molto male. è tornata ieri e grazie a dio sta bene. ha avuto molta paura.nella sua isola sono morte 5 persone.


chiedo a tutti con un minimo di cuore di mandare sms per l’aiuto delle persone colpite da ciò che è successo,e una preghiera.


una preghiera è un momento di silenzio per essere “vicini” alle persone vittime del maremoto…..


grazie di avermi ascoltato!


Amylee


Commento all’ articolo…

30 dicembre 2004

Leggendo l’ articolo ho compreso l’ importanza delle parole di Alfredo Somoza. Condivido pienamente il suo pensiero e concordo quando parla di viaggi fatti per “business” e non per conoscere altre usanze e popoli senza calpestare i loro diritti e senza provocare danni all’ ambiente naturale. Sono d’ accordo anche quando dice che forse se i paesi colpiti avessero avuto dei mezzi di comunicazione più efficaci forse si sarebbero potuti preparare e oggi avremmo un bilancio di morti meno elevato. Come ho già affermato in altre occasioni, credo che il mondo sarà più pacifico e con meno ingiustizie solo quando le decisioni degli uomini saranno meno condizionate dal volere arricchirsi, dalla smania di sottomettere e comandare gli altri e dalla politica. Penso che la situazione in cui si trova l’ Asia in questo momento ne sia in parte una prova concreta.


In relazione al discorso di turismo positivo e negativo, ho trovato una pagina web molto interessante che riporta un’ altra testimonianza di impatto turistico devastante e di come si può fare un viaggio in modo responsabile


Impatto del turismo


Internet, gli adolescenti e …

30 dicembre 2004

“Il sito http://www.tuttosimpsons.altervista.org/index.htm [...], interamente dedicato alla ricerca di dispersi nei Paesi colpiti dalla grande tragedia, è gestito da un quattordicenne di Amelia (Umbria) e alunno del Liceo Scientifico Gandhi di Narni Scalo (Terni )”


[...]


“Bravo Valerio! Il tuo impegno è di grande valore: non sarà dimenticato!”


Tratto da: Maria Teresa Bianchi - Blog didattici


Asia: una riflessione

30 dicembre 2004

Segnalo un articolo apparso ieri su ReporterAssociati come contributo alla riflessione.


Asia: una tragedia che deve far riflettere l’ “industria turistica”. E noi tutti.


di Alfredo Somoza*


Questa volta l’informazione ha dato il peso che meritava a una tragedia, l’ennesima, che ha colpito i poveri della terra. Forse però il motivo è che in questo caso, come purtroppo accade sempre più spesso, la tragedia ha colpito anche centinaia di turisti occidentali che all’improvviso si sono trovati a condividere lo stesso destino dei derelitti dell’India, dello Sri Lanka, della Tailandia. C’è qualcosa in questo dramma però che non va, che fa serpeggiare il dubbio che le cose potevano andare diversamente.


Ad esempio, bastava che i paesi colpiti dal maremoto avessero avuto un sistema di allarme rapido ed efficace, come quelli esistenti in diversi paesi che si affacciano sul Pacifico (come il Giappone e le Hawaii), del costo di 200.000 dollari, per diminuire drasticamente le conseguenze del disastro naturale. Duecentomila miseri dollari che avrebbero permesso a migliaia di persone di scappare in tempo verso l’interno prima dell’arrivo dell’onda assassina.


Certamente stiamo parlando di paesi poveri e poverissimi, che non hanno risorse per la prevenzione, ma una tra le tante domande inquietanti che si pongono in queste ore è perché i tour operator presenti in questa vasta zona non abbiano loro stessi provveduto a finanziare tale moderna ma semplice tecnologia che avrebbe permesso di mettere al sicuro i loro clienti.


Ecco una delle contraddizioni di un turismo di massa, costruito per potere ricavare il massimo di profitto riducendo al minimo i benefici economici che si lasciano nei paesi ospitanti. Un turismo che sfrutta le splendide risorse naturali senza curarsi di tutelarle e che non di rado dimentica che molti di questi “paradisi” si trovano in zone esposte ad alti rischi naturali dove si opera senza nessuna rete di prevenzione dei disastri.


Un modo di viaggiare già aspramente criticato da Papa Giovanni Paolo II due anni fa: i viaggi all inclusive, dove si mangia e si beve fino a scoppiare, si fanno docce in continuazione senza pensare alla penuria idrica, si producono rifiuti senza preoccuparsi dove verranno scaricati, non vi sono ricadute positive sulla comunità locali, un turismo che non crea insomma sviluppo economico per tutta la società, è un turismo che non si pone le domande che avrebbe il dovere di porsi, ma contribuisce a consolidare una cultura del consumismo e dello spreco.


A vedere le code di questi giorni negli aeroporti di Malpensa e Fiumicino di viaggiatori in partenza per le località colpite dal maremoto, che non si rassegnano a dover rinunciare al loro sospirato e “meritato” viaggio, vengono seri dubbi sull’integrità della nostra società.


Qual è la convinzione che li spinge a voler andare a tutti i costi? Ritengono che il loro diritto al riposo e al divertimento prevalga anche laddove ancora si stanno contando i morti e i paesi sono in ginocchio con ben altre priorità che quelle di servirli?


Il Ministero degli Esteri non dovrebbe limitarsi a “sconsigliare” le partenze, ma vietarle e basta. I voli disponibili per i paesi colpiti servono ora per portare aiuti, rimpatriare feriti, permettere che gli immigrati asiatici in Italia possano raggiungere i loro cari. L’industria turistica deve fare una seria riflessione sulla natura stessa del loro business.


Non basta dire che ci si augura che tornino presto i turisti nei paesi colpiti dal maremoto perché c’è da rimettere in piede la loro economia. Bisogna che si interroghino sulle ragioni di fondo che impediscono che il turismo porti sviluppo in quei paesi, prima che viaggiare diventi definitivamente una corsa ad ostacoli dove la posta in gioco è la vita.


Per il bene delle popolazioni dei paradisi turistici del Sud del mondo e anche per il bene di noi stessi.


Alfredo Somoza
(*AITR – Associazione Italiana Turismo responsabile)


ReporterAssociati, 29 dicembre 2004







Mettete in atto i vostri buoni propositi….. e aiutateli!!!!

29 dicembre 2004

Ho acceso il tg e ho visto con occhi spalancati e pieni di terrore cio’ che era successo in India e nelle isole vicine.


La prima cosa che mi é venuta in mente dopo la tristezza sulla morte dei quegli innocenti é stata questa semplice ma


pensierosa domanda: come puo’  un Dio buono e giusto causare una simile tragedia????


Non sono stata in grado di fornirmi risposta.


L’ unica cosa che ora possiamo fare, apparte farci delle domande su come puo’ essere accudata una tragedia simile sia


dal punto umano, sia da quello religioso che da quello scientifico, è mettere in atto tutti i buoni propositi che avevamo sul


 blog pochi mesi fa e compiere concretamente qualcosa per questo popolo martoriato dalla morte e dal terrore.


Donate loro quel che potete anche un solo euro puo’ bastare, l’ importante è aiutarli!!!!!


Non lasiamoli soli in un momento cosi’ difficile per l’ umanità…………..


Gioia


 


Aiutiamo le persone in difficoltà…

29 dicembre 2004

Anch’io quando sento le notizie e gli ultimi bilanci sui morti di questa strage provo dolore e mi rattisto, soprattutto perchè penso che le vittime sono per la maggior parte BAMBINI della mia età ,o più piccoli , che si trovano indifesi di fronte alle forze della natura. Anche il ravennate è stato colpito da un lutto. Una famiglia che viveva in Thailandia ,ma che era originaria di Lido Adriano, è stata privata del figlio di pochi mesi, in seguito all’ inondazione. Il nonno aveva visto il nipotino solo in fotografia. E’ per alleviare quindi le sofferenze delle persone colpite che dobbiamo aiutare, anche con poco (BASTA 1 EURO),  le forze civili e gli aiuti umanitari.


Giovanni