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28 febbraio 2006

ciao a tutti!!! mi piace tantissimo passare del tempo nel blog…….è troppo divertente,e si imparano molte cose!!!  ho letto alcuni post in questi giorni che siamo stati a casa…davvero interessanti….ad esempio quello di Mela,…pupilRonaldinho…Benny, snoopylix, jinny, silvix, sparta, prof,erica,ecc. anche gli indovinelli sono stati belli…! siete grandi tt senza la vostra compagnia non saprei come fare!  il blog è cm la nutella……che mondo sarebbe senza??? saluto tutti e mi raccomando……lasciate tanti commenti !!!!! vi voglio bene………….! by KRIPPI     


Automi e robot

28 febbraio 2006

Un percorso storico, dai primi sofisticati giocattoli meccanici fino alle nuove frontiere della robotica industriale, e un viaggio tra automi e robot nella letteratura e nel cinema

La storia degli automi
Un percorso nella storia di automi e robot, dal cavaliere inesistente di Leonardo Da Vinci ai settecenteschi automi maghi, dagli sviluppi della tecnologia nel corso del Novecento, fino alle nuove frontiere della robotica.

 Tra letteratura e leggenda
Il Robot creato da Karel Čapek è forse il più famoso automa della letteratura del primo Novecento, divenuto il padre e prototipo di molti altri automi, letterari e non. Alcune riflessioni su questo personaggio e un confronto con un altro protagonista praghese, il Golem.

Il futuro per Asimov e Dick
Gli effetti dello sviluppo scientifico e tecnologico sul futuro dell’universo dalla penna di due tra i più famosi scrittori di fantascienza: la visione positivista di Isaac Asimov e quella postmoderna di Philip Dick.

Pinocchio, l’automa amato cresce
I costruttori d’automi come demiurghi volontari e involontari: la costruzione d’automi riflette, nel contributo di Bruno Tognolini, una sorta di maternità maschile

Automi e robot nella fantasia dei registi
L’automa e la settima arte. Dai capolavori dell’Espressionismo tedesco della fine degli anni Dieci fino al cinema contemporaneo con il genio visionario di James Cameron e Enki Bilal

Galleria
Una carrellata di immagini di automi e robot, tra storia e sviluppi recenti: dall’anatra meccanica del francese Jacques de Vaucanson al cagnolino Aibo della Sony.


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27 febbraio 2006

Negli ultimi giorni ho letto 4 libri: Harry Potter e il principe mezzosangue, Eragon, Eldest e Gli invisibili e il segreto di Misty Bay. In totale sono 2207 pagine. Escludendo i giorni in cui non ho letto ho letto 122,61 pagine al giorno per gli ultimi 18 giorni. Mi raccontate dei vostri record nel campo dei libri?

CroWordsFires


il termine robot

27 febbraio 2006

il termine robot proviene da una parola greca e in italiano significa "lavoro pesante". se ci pensiamo,in effetti, il robot viene utilizzato per svolgere "lavori pesanti"ed è stato una grandissima scoperta che ha in un certo senso eliminato gran parte della manodopera umana. ormai i robot hanno preso il posto degli uomini e sono diventati dei nostri simili. ci troviamo quindi, in un mondo dove la tecnologia prevale.

bacioni la vostra krippi preferita nonchè unica!!!! ciao!!    


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27 febbraio 2006

ciao raga!!!!!!!!!!! devo rimediare subito una cosa………prima nel mio post non ho salutato pupilRonaldinho e adesso mi sono promessa che avrei fatto un altro post per salutarlo: ciao !!!!!!!!!!!.   che bello posso pubblicare da casa!!!!!!!!! non ci credo ancora!!!!!!!!!! wow!!!!! mi raccomando lasciate qualche commento! sporattutto tu pupilRonaldinho, che te ne pare di qst post? bè non mi resta ke dire………..CIAOOOOO!!! vi voglio tanto bene!!!!!!! vi adoro by krippi    


Che cos’è un robot?

27 febbraio 2006

Che cos’è un robot
Nel linguaggio comune, un robot è un’apparecchiatura artificiale che esegue compiti su comando (o programma), sia in base ad una supervisione diretta dell’uomo, sia autonomamente basandosi su linee guida generali, magari usando processi di intelligenza artificiale; questi compiti tipicamente dovrebbero essere performati al fine di sostituire o coadiuvare l’uomo, come ad es. nella fabbricazione, costruzione, manipolazione di materiali pesanti e pericolosi, o in ambienti proibitivi o non compatibili con la condizione umana o semplicemente per liberare l’uomo da impegni.
Un robot così definito, dovrebbe essere dotato di connessioni guidate dalla retroazione tra percezione e azione, e non dal controllo umano diretto. L’azione può prendere la forma di motori elettro-magnetici, o attuatori, che muovono un arto, aprono e chiudono una pinza, o fanno deambulare il robot. Il controllo passo-passo e la retroazione sono forniti da un programma che viene eseguito da un computer esterno o interno al robot, o da un microcontroller. In base a questa definizione, il concetto di robot può comprendere quasi tutti gli apparati automatizzati.
In alternativa, il termine robot viene usato per indicare un essere artificiale, un automa o Androide, che replichi e somigli ad un animale (reale o immaginario) o ad un uomo. Il termine ha finito per essere applicato a molte macchine che sostituiscono direttamente un umano o un animale, nel lavoro o nel gioco. In questo modo, un robot può essere visto come un tentativo di biomimica. L’antropomorfismo è forse ciò che ci rende così riluttanti a riferirci a una moderna e complessa lavatrice, come a un robot. Comunque, nella comprensione moderna, il termine implica un grado di autonomia che escluderebbe molte macchine automatiche dal venire chiamate robot. Si tratta di una ricerca per robot sempre più autonomi, il che è il maggiore obbiettivo della ricerca robotica e il motivo che guida gran parte del lavoro sull’intelligenza artificiale.

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Robot


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27 febbraio 2006

Buongiorno a tutti !!! Sono così contenta di essere a casa da scuola che faccio i salti di gioia!!! Di solito a quest’ora sono nel mondo dei sogni , invece adesso sono davanti al computer con il sottofondo di "when I’m gone"di EMINEM che adoro !!!! Sinceramente non so che fare su internet…non c’è niente che mi attira…quindi ho pensato di scrivere un post visto che ci ho preso gusto !!! Per incominciare la pagina dei post del 27 febbraio che ne dite di una bella immagine di EMINEM?????

… che ne dite ?? Ciao a tutti da Silvix!!


il curling!!!!

26 febbraio 2006

ciao raga e ciao prof …  finalmente una settimana a casa …

ecco uno sport divertente e curioso ..  no noioso come il pattinaggio artistico..  no scherzzo leggete e commentate ..

Superficie di gioco


Diagramma di un rink per il curling

Il campo di curling, detto rink, è una lastra di ghiaccio lunga 146 piedi (in Italia 44,5 m) e larga 14 piedi e 2 pollici  (4,75 m) perfettamente livellata per permettere alle stones (pietre) di scivolare con il minor attrito possibile.
Molto importante per la preparazione del ghiaccio è il cosiddetto pebble, uno spruzzo d’acqua nebulizzata che ghiaccia al contatto con la pista. Il pebble aiuta le stones a scivolare più velocemente ma, durante la gara, l’azione del pebble sulle stones può modificarsi a causa dell’erosione provocata dall’attrito.
Sul ghiaccio del rink, circa alle due estremità, sono disegnati due bersagli detti house (case) con un raggio di 6 piedi (1,88 m). Il centro delle case, chiamato tee, viene individuato dal punto d’incontro di due linee: la center line, che divide il campo a metà longitudinalmente, e la tee line, posta a 16 piedi (ca. 4,9 m) dal fondo della  pista. Sul campo, a 37 piedi (ca. 11,3 m) sono segnate altre due linee, le hog lines.
Gli anelli del bersaglio sono definiti dal loro diametro: 4, 8 e 12 piedi, e si distinguono per il colore (blu, bianco e rosso).
Vicino al fondo della pista, a cavallo della center line sono poste le hacks, le staffe, utilizzate dai  giocatori per avere un punto d’appoggio per il piede in occasione del tiro.

Il gioco

Il curling è giocato da due squadre di quattro componenti ciascuna. I giocatori sono definiti a seconda dell’ordine di lancio.
 Il giocatore che lancia per ultimo è detto skip ed è il capitano della squadra. Gli altri sono il second,il third e il first. Una partita consiste generalmente in dieci mani (end). Ad ogni mano tutti i giocatori lanciano a turno due stones, alternando i componenti delle squadre.
Mentre i primi tre giocatori lanciano le stone e fanno lo sweeping, lo skip rimane nella zona della casa per coordinare le strategie di lancio. Quando tocca a lui lanciare questa funzione è ricoperta dal terzo detto viceskip.
Per lanciare una stone il giocatore usa la staffa per darsi una spinta e scivolare verso la hog line. Prima di raggiungere la linea il giocatore deve rilasciare la stone. Se la stone non riesce a superare la hog line più lontana, o supera la  back line, viene tolta dal gioco.
Lo scopo è di bocciare le stones avversarie e di piazzare le proprie vicino al tee.
I giocatori che effettuano lo sweeping, spazzamento, cercano di indirizzare la stone verso il punto indicato dal  capo squadra scaldando il ghiaccio immediatamente davanti alla stone in movimento con delle scope. Spazzolando con forza il ghiaccio causa un momentaneo scioglimento di una parte del ghiaccio, dal che segue una diminuzione dell’attrito e pertanto una diminuzione della decelerazione della stone, mentre la traiettoria della pietra diventa più rettilinea. Inoltre le scope possono essere utilizzate per pulire il ghiaccio dai frammenti (debris) che si vengono a creare sulla pista di gioco.
Dopo che entrambe le squadre hanno lanciato tutte e otto le stones a loro disposizione viene determinato il punteggio. La squadra con la stone più vicina al tee riceve un punto per ogni stone che sia ad una distanza  minore dal tee della più vicina stone avversaria.
La squadra che non ha segnato punti nella mano ha diritto a tirare l’ultima stone, detta hammer, nella mano successiva.

Le stones

La stone è una roccia di granito scozzese tonda (circonferenza di 30 cm, altezza 11,4 cm) e del peso  approssimativo di 20 kg (max. 19,958 kg). Nella parte superiore viene applicata una maniglia mentre  il fondo è concavo. La superficie di scivolamento di una stone è larga solamente 6-12 mm, questo  permettte al pebble presente sul ghiaccio di agire sul movimento della pietra
Durante il lancio la stone subisce una rotazione e successivamente viene rilasciata. Se la maniglia viene fatta ruotare verso il corpo del lanciatore il lancio è detto in-turn, viceversa la rotazione verso l‘esterno è detta out-turn. la traiettoria della stone subirà quindi un effetto laterale corrispondente alla rotazione che le è stata impressa, specialmente verso la fine della sua corsa.

Storia

Generalmente l’invenzione di questo gioco viene fatta risalire al XVI secolo in Scozia, ne è una dimostrazione  l’incisione della Stirling Stone datata al 1511 che contiene la prima citazione scritta di questo sport. In realtà il gioco doveva essere già diffuso nel nord Europa se in due dipinti di Pieter Bruegel il Vecchio sono immortalati alcuni contadini olandesi intenti a giocare sul ghiaccio con delle pietre.
Qualunque sia la verità sulla sua terra d’origine, il curling all’aperto divenne molto popolare in Scozia tra  il XVI secolo ed il XIX secolo cioè fino quando il clima invernale rimase abbastanza freddo da permettere  il formarsi sugli specchi d’acqua di uno strato di ghiaccio sufficientemente spesso. Una riprova della grande diffusione del curling in quel paese è che la World Curling Federation, il massimo organo  internazionale della disciplina, ha sede proprio in Scozia, a Perth. Il curling è divenuto sport olimpico  nel 1924, ai giochi olimpici invernali di Chamonix e la disciplina resta olimpica fino a Lake Placid nel  1932. Dopo di che per più di 50 anni non viene praticata a livello olimpico, fino alla XVIII Olimpiade Invernale, svoltasi nel 1998 a Nagano. In quell’edizione si aggiudicano la medaglia d’oro la Svizzera (maschile) e la Norvegia (femminile).
Attualmente il paese con il maggior numero di praticanti è il Canada.
In Italia la pratica del curling ha avuto un luogo d’origine ben preciso: Cortina d’Ampezzo. Dopo una fugace apparizione nel periodo tra il 1925 ed il 1930, il curling è stato praticato regolarmente dal 1952 trovando nuovi appassionati soprattutto nelle regioni dell’arco alpino, mentre la nazionale italiana ha esordito ufficialmente nelle olimpiadi invernali con l’edizione di Torino 2006.

post pubblicato da : pupilronaldinho (Lino)

questo post è stato preso da: Wikipedia


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26 febbraio 2006

ciao a tutti!!!!!! finalmente posso ankio pubblicare da casa!! yeah! sono felicissima!!!!!!!!

è da molto che non pubblico post e perciò adesso devo impegnarmi per farlo!!! cmq io al compleanno della Lix mi sono divertita molto…peccato che mancavano un pò di persone!!!!!! spero che il mio regalo ti sia piaciuto Linda! (bè credo proprio di sì! ) che bello sono contentissima che si sta una settimana a casa da scuola…!!! e voi?? cose mi raccontate di nuovo?????  voglio salutare: frilee, lilee, snoopylix, aiaia, cla, squash, giadina43, vonnie, bubu, cate92, benny…… e tutto il resto della classe, anche la 3G! ciaoooo!!! baci krippi 


Il Robot Roomba

26 febbraio 2006

iRobot Roomba è un intelligente ed efficace robot aspirapolvere. Roomba utilizza l’esclusivo sistema iRobot “AWARE™ Robotic Intelligence System”. AWARE™ utilizza dozzine di sensori per monitorare l’ambiente dove Roomba opera e aziona il sistema di controllo fino a 67 volte al secondo. Questa tecnologia assicura che ROOMBA pulisca efficacemente e in tutta sicurezza la vostra casa. Mentre si fanno altre cose Roomba pulisce tutta la stanza in cui si trova.

http://www.roombaitalia.it/