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Il cinema

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il cinema italiano nella propaganda fascista

Il cinema italiano nella propaganda fascista

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Storia del cinema: I fratelli Lumière

Storia del cinema: I fratelli Lumière

Rieccomi qua!

Sono sempre io, barbagianni!!!!!!!!!!

Sono tornato per assillarvi e chiedervi qual’è invece il vostro film preferito!!!!!

Ultimamente stanno uscendo molti film interessanti, infatti per me è stato difficile scegliere quali sono i migliori…. e alla fine quelli che suggerisco di vedere sono:

LA MUMMIA   e l’imperatore dragone          e

HANCOC

Naturalmente è una mia opinione, e aspetto le vostre!!!!!  Non deludetemi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

by BARBAGIANNI 🙂

Ho visto un film

Poco tempo fa, abbiamo visto il film "Io, Robot" che parla di un famoso scienziato, inventore dei robot, che viene ucciso. Il protagonista, un polizziotto, comincia ad indagare sul caso. Durante le indagini incontra una donna: la moglie dell’uomo ucciso che lo aiuterà. Tutto questo si svolge in un palazzo, il cui controllato e gestito da una scheda madre, dove vengono fabbricati i robot anch’essi comandati dalla scheda madre. I primi sospettati dal poliziotto sono i robot ma in particolare uno che si trovava nel luogo dell’uccisione dello scienziato. Le indagini proseguono fino a giungere alla conclusione che la scheda madre è la colpevole ma quando se ne accorgono è troppo tardi e l’attacco dei robot è gia cominciato. Solo un robot è immune a tutto ciò e cioè quello che si trovava nel luogo del delitto. Grazie al suo aiuto, all’ingegno della donna e al coraggio dell’uomo riusciranno a salvare la specie umana, a convertire i robot cattivi in buoni e a distruggere la scheda madre. A noi questo film ci è piaciuto molto perché ci fa riflettere sull’importanza della tecnologia che ogni giorno ci aiuta a scoprire nuove cose per il bene di tutti.

Sofia e Vito 

nessun titolo

KILL BILL

 

Vi presento ora la scheda del mio film preferito per non fare un post troppo lungo per chi vuole dare un occhiata anche alla scheda del secondo volume può cliccare qui

ANNO: U.S.A. 2003

REGIA: Quentin Tarantino

CAST: Uma Thurman, David Carradine, Daryl Hannah, Lucy Liu, Vivica A. Fox, Sonny Chiba, Michael Madsen, Michael Parks, Chiaki Kuriyama.

DURATA: 110 ‘

TRAMA: The Bride – La Sposa (Uma Thurman) subisce una terribile imboscata durante la sua cerimonia di nozze nella quale tutti gli invitati, suo marito nonchè il figlio che aveva in grembo vengono brutalmente assassinati. Dopo essersi svegliata da un lungo coma di quattro anni, la donna intende vendicarsi a spese delle vite dei responsabili di questo massacro, che tra l’altro lei conosce molto bene: si tratta infatti di un gruppo selezionato di spietati killer professionisti, guidato dal terribile boss Bill (David Carradine) e noto come la Deadly Viper Assassination Sqaud, o semplicemente DiVAS. The Bride era una di loro, da tutti conosciuta con il nome in codice Black Mamba. Ciascuno di questi efferati assassini ha un soprannome, tratto dalla terminologia di varie specie di serpenti velenosi: O’Ren Ishii (Lucy Liu) è Cottonmouth (Mocassino bagnato), Elle Driver (Daryl Hannah) è California Mountain Snake, Vernita Green (Vivica A. Fox) è CopperHead (Testa di bronzo) e Budd (Michael Madsen) è Sidewinder. Bill, autodefinitosi << il più spietato e bastardo degli assassini in circolazione >>, un tempo era il capo e l’amante della sua prediletta e ammirata Black Mamba, adesso è l’unico motivo scatenante che spinge e dà la forza alla Sposa di andare avanti, dopo esser quasi tornata dall’aldilà, fino a quando il sangue di tutti i suoi avversari non sarà versato e la vendetta finalmente compiuta…
GIUDIZIO: Kill Bill, l’ultima fatica del geniale Quentin Tarantino, è un capolavoro filmico in equlibrio costante tra il sincero e devoto omaggio e l’occhiata irreverente alle splendide arti che furono, in campo cinematografico-televisivo, fumettistico e d’animazione. E storicamente, come ogni parto geniale e controverso allo stesso tempo, lo si può soltanto amare od odiare, non esiste alcuna via di mezzo. Nel nostro caso si tratta di amore a prima vista, o visione se preferite. Narrazione in flashback a capitoli conclusi, tra passato e presente, con un un’unico filo conduttore: il tema del duello, spietato, violento e nobilitato nel suo cerimoniale di vendetta dalla spada, protagonista per eccellenza di combattimenti esplosivi la cui violenza si innalza ad un piano sublime e surreale, semplicemente fantastico. Tarantino sfodera una regia spettacolare e ricercata all’inverosimile, tra toni drammatici, bianco e nero, animazione manga, effetti splatter, sequenze d’azione pregevoli, il tutto associato in un’unica geniale visione d’insieme. Si passa con disinvoltura tra romanticismo e ferocia con continui e suggestivi rimandi a spaghetti western, yakuza flick, storie di gangsters e b-movies, e come non rievocare l’indimenticabile mito dell’inarrivabile Bruce Lee, perfino attraverso la tutina gialla tratta da "Game of Death" indossata da Black Mamba, le mascherine nere degli 88 guerrieri di O-Ren Ishii e l’uso spasmodico delle arti marziali in onore all’indimenticabile cinema di genere degli anni ’70 e ’80. Bellissime le coreografie di Yuen Woo-Ping, la rapida e spiazzante caratterizzazione dei personaggi e la folgorante e fortemente narrativa colonna sonora che incanta passando con armonia da Ennio Morricone a Bernard Herrmann (Luis Enrique Bacalov), da Isaac Hayes (Run Fay Fun) a Jonathan Kaplan, da "Woo Hoo" dei 5.6.7.8’s a Quincy Jones, Santa Esmeralda e Nancy Sinatra, concludendo con uno struggente ed evocativo flamenco a ritmo di lame che tagliano l’aria innevata. Parte del successo di Kill Bill è da accreditarsi ad una straordinaria Uma Thurman, la cui reale gravidanza ha posticipato le riprese: Uma riesce a tradurre perfettamente l’arte di Tarantino sul grande schermo e ad infondere nello spettatore una inscindibile sequela di emozioni tanto diverse quanto forti e dirette, offrendo così una prova memorabile. Film impreziosito da un buon cast, con David Carradine, lo stesso del serial tv "Kung Fu" mai interpretato da Bruce Lee, Lucy Liu, Vivica Fox e Sonny Chiba ritenuto da Tarantino << il più grande attore che abbia mai lavorato nei film di arti marziali >> (dopo Bruce Lee, aggiungiamo noi…) e che per l’occasione rispolvera il ruolo di Hattori Hanzo della serie tv "Shadow Warriors". Saggia la decisione di non doppiare gran parte del film sottotitolando l’audio originale, una manna per i veri amanti del cinema. Non ci resta che ricordarvi l’antico proverbio Klingon su cui si incentra l’essenza di Kill Bill: << La vendetta è un piatto che va gustato freddo… >>
VOTO: 9

INTERPRETI

Uma Thurman: 8,5 Forte, sensuale, commovente, feroce e ironica, comunque sempre incantevole. Performance da premiare e ricordare.

Lucy Liu: 6,5 Discreta attrice che si sta riabilitando dopo le deludenti interpretazioni nelle Charlie’s Angels mostrando di volta in volta qualcosa in più della semplice bellezza.

Sonny Chiba: 7 Il carisma e la classe di una figura mitica per le arti marziali ed il cinema, giapponese e di genere, degli anni ’70 e ’80.

Spero che chi l’ha visto mi dica cosa ne pensi ciao ciao

nessun titolo

Si!!!L’ho trovato ecco il mio secondo post sulla robotica riguardante il cinema:

Alter-ego artificiale dell’uomo o costruzione aliena, buono o malvagio che sia, il robot è una figura ormai consolidata nell’immaginario collettivo del ‘900 grazie soprattutto all’impatto e alla diffusione delle immagini cinematografiche. Per questo è forse proprio al cinema che il robot deve la sua maggiore celebrità, una fama che dura ormai da oltre settant’anni e che contiene in sé numerosi esempi.

La strana coppia

C1P8 e D3B0

Di tutt’altra pasta sono invece i robot di George Lucas. Buoni, fedeli servitori, amici per la pelle, ingenui come bambini e spesso involontariamente comici, D3-B0 e C1-P8, questi i nomi come appaiono nella versione italiana della prima trilogia (i loro veri nomi nella versione originale sono C3-P0 e R2-D2, come vengono riportati – questa volta giustamente – in Episodio I), sono i robot che tutti vorremmo avere a casa nostra. Eroici solo quando serve, rassicuranti e divertenti sempre, la coppia robotica di Star Wars (1977) e dei suoi seguiti è unica nella storia del cinema di fantascienza e, nella sua semplicità, costituisce una delle intuizioni più geniali che il regista americano abbia avuto nella sua saga stellare. C1-P8 e D3-B0 rappresentano infatti la versione robotica della coppia comica "tipo": Stan Laurel e Oliver Hardy, Topolino e Pippo e, tanto per restare a casa nostra, Cochi e Renato, Gigi e Andrea e tante altre coppie del cabaret, dove la precisione, la ragione e la consuetudine si scontrano in un meccanismo quasi matematico con la pazzia, l’irrazionalità e l’eccezione. Ed è proprio dal confronto continuo di queste radicali differenze di mentalità e comportamenti (e anche, badate bene, di caratteristiche fisiche!) che scaturisce la situazione comica. Se tale meccanismo era già assai noto nel cinema e nel teatro, a Lucas va il merito di aver avuto l’intuizione di trasporlo in chiave robotica creando due tra i personaggi più amati della sua saga. Ma Lucas ebbe anche un secondo, eccezionale colpo di genio: quello di far parlare uno dei due solo con bip e squittii, facendo intuire allo spettatore il suo parlato dalle reazioni, spesso inconsulte, della sua controparte. Se vi si aggiunge poi un design accattivante e dei dialoghi spumeggianti, il successo non poteva mancare. Successo dovuto anche alle affezionate "anime" di D3-B0 e C1-P8 ovvero rispettivamente Anthony Daniels e Kenny Baker, che a distanza di vent’anni hanno ripreso i metallici panni per la nuova trilogia.

La divisa di metallo

 


Il decennio si conclude con RoboCop (1987, idem) diretto da Paul Veroheven che nel campo fantascientifico avrebbe da lì a poco firmato anche il buon Total Recall (1990, Atto di forza), e roboticamente interpetato da Peter Weller nella parte dell’agente di polizia che, crivellato di colpi durante una sparatoria in una Detroit violenta e sanguinaria, viene ricostruito e "bionizzato", per contribuire a formare un agente-cyborg senza sentimenti, ma dedito interamente a obbedire alle direttive impartitegli per combattere il crimine dilagante. Anche il considerevole successo di questa pellicola persuase la produzione a realizzare due seguiti, il mediocre RoboCop 2 (1990, idem), ancora con Peter Weller e diretto dallo stesso Irvin Kershner de L’impero colpisce ancora, che in tema di secondi episodi ebbe certo miglior fortuna con quello della saga lucasiana, e RoboCop 3 (1993, idem) che, grazie anche al tonfo del precedente capitolo, ebbe per sua fortuna pochissime attenzioni.

Robocop

 

Gli ultimi robot?

L'uomo bicentenario
L’uomo bicentenario

Malgrado gli enormi progressi tecnici nel campo degli effetti speciali che potrebbero giustificare nuove e sempre più sofisticate e realistiche soluzioni tecnologiche, come si vede, gli ultimi dieci anni di cinema non sono stati poi così generosi di invenzioni originali roboticamente parlando. Tolti i vari seguiti di Robocop e Terminator, non rimane che un’apparizione da comprimario in Lost in space (1998, idem), in cui il robot sabotato ha una parte fondamentale nel far perdere la famiglia Robinson nello spazio, e il recentissimo The Bicentennial Man (1999, L’uomo bicentenario), diretto da Chris Columbus con Robin Williams, di cui abbiamo parlato nel numero scorso, peraltro melensa e menzognera trasposizione della visione asimoviana del robot, in cui l’onta suprema è il tradimento finale e impunito delle Tre Leggi della Robotica!
Un dato di fatto è che forse la tecnologia reale ha fatto del robot fantastico una figura tutto sommato obsoleta, sottraendogli fascino e attrattiva nei riguardi di un pubblico sempre più smaliziato, e rendendolo un soggetto cinematografico degno di sempre minor attenzione, un po’ come un vecchio cow-boy di frontiera mandato in pensione insieme con la sua Colt 45 e i suoi saloon fumosi. Ma forse neanche questo è del tutto vero, e il futuro darà ragione a chi crede che la figura del robot non morirà mai, perché in fondo, dietro (o dentro!) al robot ci sarà sempre un essere umano.

 

 

 

 

 

Spero che il mio post vi sia piaciuto e comunque questa è una piccola parte di quello che potete trovare su Robot Cinema aspetto commenti…