M’illumino di meno

(Francesco Di Gesù, Carolina Galbignani – edizioni Materie Prime Circolari)
sento il lamento
del filamento:
dolente domanda
di essere spento
mentre m’illumina
l’appartamento
morendo lento
incandescento
mi rendo conto
in questo momento
che di watt li dentro
ne bruciano 100
con dieci fa luce
felice e contento
con gli altri novanta
fa riscaldamento
uuuuh
povera pera
che bruci lentamente
nella mia sera e m’illumini
uuuuh
povero tortiglione
che ardi lentamente
come un covone
illuminami meno
che m’illumino di meno
e se m’illumini di meno
io risparmio
illuminami meno
che m’illumino di meno
e se m’illumino di meno
sarò salvo
mmm.
Sento un rumore
elettrico e vibrante
di puro dolore
lo sento nella testa
ronzare per ore
lontano tafano
trasformatore
a terra nella polvere
lavoratore
attaccato alla corrente
come un contatore in amore
e senti che tepore
pare un radiatore
e cambia fin colore
se non mi decido a disconnetterlo
uuuhh
povera presa
che pesi tutto il mese
sulla mia spesa e m’illumini
uuuhh
povero caricatore
colla sfiga d’esser nato
senza interruttore
illuminami meno
che m’illumino di meno
e se m’illumini di meno
io risparmio
illuminami meno
che m’illumino di meno
e se m’illumino di meno
sarò salvo
mmm
oscura magia
che illumina l’interno
di camera mia
mi chiedo cosa sia
quest’anomalia
che pare una sirena
della polizia
è l’elettrodomestico
con la sua spia
dvd pc tv
e lavabiancheria
che sgocciolano via
fiumi di energia
in piena autonomia
e tocca vincere la lotteria per pagare il debito
uuuhh
povera spia
lampeggi al capezzale
dell’ecologia e m’illumini
uuuhh
povero televisore
che divori anche da spento
il kilowattore
illuminami meno
che m’illumino di meno
e se m’illumini di meno
io risparmio
illuminami meno
che m’illumino di meno
e se m’illumino di meno
sarò salvo

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