La storia della radio in Italia

è il 1924, sei tornato a casa da scuola e insieme ai tuoi genitori stai aspettando la novità:la radio.Ad un certo punto senti una voce che viene da qullo strano aggeggio.è la voce di Luisa Boncompagni che segna la nascita della radio italiana.Siamo agli inizi e il pubblico è composto da persone interessate più alla novità tecnologica del radioascolto che ai programmi veri e propri. Il nuovo mezzo  ti stupisce ,come la possibilità di essere raggiunti dalle voci radiofoniche nei posti più impensabili. Così la giovane radio conquista un pubblico sempre maggiore.Tutti nel tuo paese sono attratti da questa novità.

Oggi è stato uno dei giorni più belli della tua vita.Insieme ai tuoi genitori hai ascoltato la cronaca sportiva.L’Italia ha vinto i mondiali.è il 1934.

Sono passati 11 anni da quel giorno in cui,insieme alla tua famiglia,hai ascoltato per la prima volta la radio.Avevi solo 6 anni.Da quel momento ti è sempre piaciuta la radio.E oggi,mentre la ascolti,viene annunciato che in Etiopia è scoppiata la guerra.L’impresa italiana in Etiopia porta alla nascita di un nuovo genere radiofonico: le cronache di regime, una delle realizzazioni più efficaci dell’informazione radiofonica di questo periodo..

è cominciata la 2° Guerra Mondiale.Te lo ricorderai per sempre quegli anni.La radio però non l’hai mai abbandonata.Quella radio che è diventata il bollettino ufficiale del regime, improntata sulla logica di propaganda dei fatti/misfatti del fascimo.Nel 10 giugno del ’40 Mussolini dichiara guerra a Francia e Inghilterra.Lo stesso Mussolini che dopo 3 anni si dimette.Intanto però è nato  il servizio radiofonico dell’Italia liberata. La radio diventa il campo di battaglia di due voci dissonanti, una che persevera nella propaganda fascista, l’altra che contribuisce alla caduta del regime.

La guerra è finita e c’è un’altra novità:la televisione.La radiofonia viene totalmente riformata: potenziamento del giornalismo radiofonico, nascita dei programmi nazionali e varo della rete culturale. Il nuovo giornale radio prende il titolo di Radiosera ed è concepito nello stile del magazine, tante notizie e impaginazione agile e moderna.Nascono contemporaneamente altre rubriche e il “Notturno d’Italia”,che trasmette musica no-stop e brevi notizie.Nel 1954 iniziano le trasmissioni televisive. Il mezzo radiofonico viene immediatamente superato dalla spettacolarità della televisione Ma la radio non scompare,ce ne sono tanti come te che non vogliono abbandonarla,cambia e si trasforma invadendo nuove fasce orarie. Il palinsesto si adatta quindi alla concorrenza dei programmi TV e sottolinea la differenza tra i due mezzi. La radio diventa il mezzo comunicativo preferito dagli spiriti liberi che amano spostarsi a bordo delle loro automobili.

Nonostante l’avvento della televisione che si afferma come mezzo di comunicazione per il grande pubblico, la radio regge e raccoglie nuove sfide di ammodernamento. Così vengono collaudati spazi di intrattenimento destinati al grande successo come “Gran Varietà” e “La Corrida” e lancia popolari programmi giovanili come “Bandiera Gialla”.Sono gli anni Settanta.

Ormai sei diventato vecchio,hai dei figli e dei nipoti,ma continui lo stesso la tua passione per la radio,che è diventata uno strumento per parlare con il pubblico.Trasmissioni come “Radio anch’io” e “Radiodue 3131” che dedichera’ sempre maggiore attenzione al rapporto con gli ascoltatori e a una riflessione sulla società’ sempre più approfondita. Le nuove tecnologie a fibra ottica consentono, nel 1986 , la nascita di Isoradio , il canale dedicato agli automobilisti, trasmesso in isofrequenza, che propone, in tempo reale, aggiornamenti delle notizie sul traffico alternati a una programmazione di musica e notizie.Anche nella vecchiaia la radio non ti hai abbandonato.Hai cercato di farla apprezzare anche ai tuoi nipoti,ma sono troppo presi dalle altre novità tecnologiche.Per loro la radio è solo un “ferro vecchio”.Ma per te,che ci ha vissuto,rimarrà sempre speciale.

 

 

Fonti:

 

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