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La lampadina. Come funziona?

I tipi di lampadina

Generalmente il vetro utilizzato nelle lampadine è resistente al calore. Nelle lampade per impieghi speciali, da proiezione o per esterno si impiega vetro cosiddetto “duro”. Sono costruite in formati diversi per potenze e caratteristiche fotometriche, a seconda degli usi cui sono destinate.
I principali tipi sono:
–  Ad ampolla trasparente (figura a): sono le lampade più diffuse e più economiche, presentano la massima efficienza rispetto alle altre tipologie di questa famiglia di lampade;
– Ad ampolla diffondente (figura b): presentano un’efficienza di poco inferiore a quella delle lampade ad ampolla trasparente; hanno il vantaggio, rispetto a queste ultime, di essere poco abbaglianti;
– A riflettore incorporato (figura c e d): queste lampade possono avere la calotta (parte frontale della lampada, sul lato opposto a quello del portalampade).

Per potenze fino a 25W gli involucri sono sotto vuoto, mentre da 25 a 300W gli involucri sono riempiti da un’atmosfera di gas inerte con pressione 0,9bar.

LA LAMPADINA

La lampadina è un dispositivo elettrico specificamente progettato per produrre luce; a questo scopo può utilizzare differenti tecnologie ed avere diversi possibili usi.

Ci sono molti diversi tipi di lampadina; vengono classificati in base a diversi criteri.

I parametri più importanti sono:

  • Tensione di alimentazione (indicata in V = Volt)
  • Potenza (indicata in W = Watt); la potenza della lampadina elettromagnetica

Si può classificare anche per la forma del suo bulbo:

  • Goccia (la forma più comune)
  • Oliva
  • Tortiglione
  • Sfera
  • Peretta
  • Tubolare

Una caratteristica importante da considerare è costituita dalla tipologia di attacco della lampadina, che si chiama viròla e che può distinguersi in vari standard per forma e misura:

  • a Vite: di forma cilindrica e filettata
  • a Baionetta: di forma cilindrica senza filettatura
  • Tuttovetro (o Glassockel): il corpo della viròla è costituito dal prolungamento estruso del vetro del bulbo della lampadina stessa, formando un tutt’uno con essa. Al suo interno si trovano i contatti necessari all’alimentazione del filamento.
  • Bipin o bi-pin: lampadina in cui, al posto della viròla, i fili di contatto escono direttamente dal bulbo, procedendo rettilinei e paralleli tra loro.
  • Siluro (o festoon): lampadina dal bulbo a forma rettilinea, cilindrica e provvista di una doppia viròla.

Un altro elemento specifico di una lampadina è dato dalla tonalità della luce che emette, che può essere più calda o più fredda. Normalmente si definisce questo parametro come temperatura di colore ovvero la tonalità che avrebbe la luce emessa da un corpo nero ideale, riscaldato alla temperatura data e il cui valore è espresso in kelvin. È da sottolineare che quando si parla di luce calda, si intende in particolare una luce tendente verso la parte rossa dello spettro luminoso e quindi emessa da un corpo più freddo.