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x i bambini ke muoiono di fame ! salviamooli!!!

Morire di fame

29 01 2008

     

La scorsa settimana l’Unicef ha pubblicato l’ultimo rapporto sulla condizione dell’infanzia. Nel mondo muoiono ogni giorno 26.000 bambini, soprattutto nelle zone dell’Africa sub-sahariana e dell’Asia meridionale. Un bambino su quattro nel mondo è sottopeso, nei paesi meno sviluppati la percentuale è di uno su tre. 5 milioni di bambini sotto i 5 anni muiono di malnutrizione o fame.

Nel’Occidente super-sviluppato invece è sempre più alto il numero di casi di obesità infantile. Le cause, cattiva alimentazione, poca attività fisica e stile di vita sedentario. Un allarme in crescita e da non sottovalutare. Difatti obesità e sovrappeso portano all’insorgere di malattie quali diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, ecc ecc.

Una differenza lampante, ma in entrambi i casi ci sono dei bambini (e non solo) da salvare…

Salvarli da loro stessi e da una società troppo dedita al consumo, anche consumo di cibo…cibo sbagliato per altro.

Salvarli da fame e carestia perenni, da governi pronti solo a sfruttare, dai grandi della Terra che promettono e poi dimenticano, da un debito mai risanato, da una morte annuciata.

Nausicaa

ci sono bambini invece ke hanno la possibilita di mangiare del cibo mah proferiscono delle skifezze

vi pregooooo aiutiamoliiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!

il povero disastro successo ad haiti

Haiti, terrore all’alba per una nuova scossa




Salvata una neonata, timori per due italiani


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Haiti, terrore all'alba per una nuova scossa Salvata una neonata, timori per due italiani

ROMA – Ancora paura ad Haiti dove la terra continua a tremare. Una scossa di magnitudo 6.1 ha fatto ripiombare i superstiti nell’incubo del sisma del 12 gennaio: la gente si è riversata in strada e moltissimi edifici già lesionati sono crollati. Le operazioni di soccorso continuano a pieno ritmo e in giornata ci sono stati salvataggi che hanno del miracoloso: fra le persone estratte vive, Elizabeth, 15 giorni, recuperata dallo stesso letto in cui era al momento del terremoto di otto giorni fa. Al Caribbean Market, dove si trovava l’italiano Antonio Sperduto, ricerche interrotte, mentre è sceso a due il numero di italiani che mancano ancora all’appello.

La nuova scossa. La popolazione haitiana è stata svegliata da un’altra fortissima scossa accompagnata da un terrificante rombo. La gente è uscita urlando nelle strade e diversi edifici, già danneggiati dal sisma, sono crollati. Il terremoto è stato forte e prolungato, avvertito in diversi punti di Port-au-Prince. L’epicentro è stato localizzato a una profondità di dieci chilometri, a 59 chilometri dalla capitale haitiana. Non è scattato l’allarme tsunami nei Caraibi. “I crolli – ha riferito il console onorario d’Italia ad Haiti, Giovanni De Matteis – sono avvenuti soprattutto nella zona del quartiere Carrefour ed è lì che potrebbero esserci stati dei morti. Ma soprattutto non sappiamo niente della zona di Jacmel che è stata l’epicentro del sisma”. Impossibile per ora valutare eventuali nuovi danni. Dopo il disastroso terremoto del 12 gennaio sono state 88 le scosse di assestamento.  L’ultimo bilancio del governo haitiano stima in 200.000 i morti, 80.000 dei quali già sepolti. I feriti sono circa 250.000 e oltre due milioni i senzatetto.

I soccorsi. Nella desolazione di Haiti ci sono anche alcune rare storie che tengono viva la speranza. La più clamorosa, è il miracoloso salvataggio di una bimba di 15 giorni, trovata illesa tra le macerie di Jacmel, nell’hinterland di Port-au-Prince: era nello stesso letto in cui la mamma l’aveva lasciata a dormire, il pomeriggio del terremoto. Elisabeth, questo il nome della piccola, è stata consegnata dai soccorritori all’incredula mamma, una ragazza di 22 anni, anche lei scampata alla devastazione.

Quando in Italia era già sera la Cnn ha dato la notizia di un bambino di cinque anni estratto vivo dalle macerie e  portato in ospedale da uno zio e dalle squadre di soccorso internazionali. Ritrovata in vita anche una bambina di 5-6 mesi dalle macerie di Port-au-Prince che è stata portata all’ospedale italiano da alcuni haitiani; dalle macerie è stata estratta anche la madre, portata d’urgenza all’ospedale di Santo Domingo: è stata lei a indicare ai soccorritori dove si trovava la piccola.

Sempre oggi dalle macerie di una palazzina di due piani di Port-au-Prince sono stati salvati anche due ragazzini, un maschio e una femmina di otto e dieci anni. Poi due donne, in una struttura universitaria distrutta, e un’anziana, fervente cattolica, ritrovata tra le macerie della cattedrale. L’Onu ha reso noto che, dal giorno del sisma, sono state estratte vive 123 persone.

Campi profughi. L’Organizzazione internazionale per l’immigrazione (Oim), ha fatto intanto sapere che a Port-au-Prince sono più di 300 i campi improvvisati in cui circa 370mila persone “vivono in ripari di fortuna, senza accesso all’acqua”. L’Oim riferisce di “interi quartieri vuoti”. “I più poveri fra i più poveri sono rimasti in città ma molte persone hanno lasciato Port-au-Prince, la maggior parte per raggiungere altre città dove hanno parenti o amici”, ha spiegato il capo della missione dell’Organizzazione sul posto, Vincent Houver.

Ancora caos. Ma le buone notizie sono oscurate dal fatto che la macchina dei soccorsi ancora non lavora a pieno ritmo. L’ambasciatore haitiano negli Stati Uniti ha chiesto di interrompere il lancio di viveri dal cielo perché crea caos a terra, dove solo i più forti prevalgono. Il Pam (il Programma Alimentare Mondiale) ha fatto sapere che martedì è riuscito a distribuire 250.000 razioni di cibo, ancora troppo poco per i circa tre milioni di superstiti. Saranno necessari 100 milioni di razioni di cibo nei prossimi 30 giorni, e pronte ce ne sono solo 16 milioni. Lo sforzo colossale messo in campo dalla comunità internazionale è ancora insufficiente considerata le dimensione della catastrofe e le difficoltà logistiche. In questa situazione il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, ha proposto un “piano Marshall” per ricostruire il Paese. E da Washington  è giunta la notizia che l’amministrazione Obama ha deciso di inviare altri quattromila soldati che andranno ad aggiungersi agli oltre tredicimila già presenti ad Haiti.