robotica

Lego, il mattoncino “intelligente” di nuova generazione

Il nuovo kit della Lego, Mindstorm NXT 2006, per la realizzazione di piccoli robot, sarà messo in commercio in agosto.

 

Edizione 2001

Edizione 2006

Mattoncini Blocchetti Lego 2×4 Blocchi tecnici, ‘studless legos’
Centro di comando mattone programmabile 8-bit Blocco tipo Ipod 32-bit
Interfaccia Non intuitiva (solo PC) ‘GUI’ intuitiva, icone, PC e Mac
Sensori Due tattili, uno luminoso Sensori a ultrasuoni, tattili e visivi
Energia 2 motori 3 motori, riprogettati, più versatili
Connettori Cavo analogico a due canali Cavo digitale a sei canali

Gli appassionati di Lego Mindstorm e di robotica si ritrovano a condividere il loro hobby su LUGNET e it.LUG

Fonte: Affari & Finanza. Supplemento a “Il lunedì de la Repubblica”. 1 maggio 2006. Anno 21. N. 16. p.15.

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Robotica e medicina
Arriva il robot umanoide che serve a curarci
23/02/2006 E’ in arrivo il primo robot al mondo che cammina come un essere umano. E’ l’obiettivo che si propone “RoboCasa Italy”, il laboratorio che sta per essere inaugurato e le cui attività sono state fin qui animate dalla consapevolezza del vantaggio reciproco derivante dalla collaborazione tra Italia e Giappone in settori tecnologici avanzati . Oggi è universalmente riconosciuta l’importanza scientifica e tecnologica della robotica “antropomorfa”, la cosiddetta robotica umanoide, che ha connotati profondamente nuovi perché invita a studiare l’uomo e le interazioni dell’uomo con la macchina in modo diverso dal passato. I robot insomma servono a curarci. Infatti i pronipoti degli “snake robot”, utilizzati dopo l’attentato alle “Torri Gemelle” per individuare i sopravvissuti, saranno utilizzati in cardiologia interventista, in gastroenterologia e in pneumologia, allargando così il raggio d’azione della robotica applicata alla medicina. L’annuncio è stato dato oggi, il 20 febbraio in anteprima mondiale, durante uno degli interventi in programma alla giornata d’apertura di “BioRob 2006, la prima edizione assoluta della Conferenza internazionale di Robotica Biomedica e di Biomeccatronica, sponsorizzata dall’IEEE, Institute ef Eletrical and Electronics Engineers, e ospitata al Palazzo dei Congressi di Pisa.

Pisa è stata scelta per la sede del convegno da due prestigiose società dell’IEEE, la Robotica and AutomationSociety e l’Engineering and Biology Society, per la qualità delle ricerche in settori attinenti alla biorobotica e per il ruolo pionieristico a livello internazionale di alcuni gruppi di ricerca, in primo luogo quello della Scuola Superiore Sant’Anna, guidato dal professor Paolo Dario, “general chair” di “BioRob 2006” e, quindi, suo “Deus ex machina”, uno degli scienziati più autorevoli a livello mondiale nel settore della robotica.

“BioRob 2006”, conclusosi il 22 febbraio 2006, ha affrontato tutte le fondamentali sfide teoriche e pratiche poste da tematiche quali l’applicazione della robotica e della meccatronica in medicina e in biologia. La “biorobotica” è un settore scientifico e tecnologico emergente, che allarga l’ambito culturale della robotica verso numerosi settori dell’ingegneria e verso le scienze di base e applicate, come medicina, neuroscienze, bio e nanotecnologie, ma anche verso discipline umanistiche, quali la filosofia, la psicologia e l’etica. L’obiettivo della “biorobotica” è analizzare gli organismi viventi da un punto di vista “biomeccatronico”, per comprendere i meccanismi scientifici e ingegneristici alla base delle loro capacità e per realizzare nuovi dispositivi e macchine concepiti per affrontare problematiche di carattere biomedico. Lunedì 20 febbraio, si sono tenute le lezioni magistrali dei professori Alain Berthoz e di Atsuo Takanishi, mentre il professor Marco Zenati, scienziato italiano che lavora al Dipartimento di Chirurgia dell’Università di Pittsburgh, ha presentato in anteprima mondiale, insieme ad altri colleghi, gli “snake robot” dell’ultima generazione che – ha annunciato – “apriranno la strada per offrire tecniche chirurgiche di manipolazione avanzata” e, soprattutto, per “ampliare la base di utilizzo” delle applicazioni robotiche in medicina, finora riservate ai chirurghi. In un futuro prossimo, ha spiegato il professor Marco Zenati, “la chirurgia robotica non sarà più dominio dei chirurghi, ma sarà utilizzata anche da cardiologi interventisti, gastroenterologi e pneumologi per applicazioni sempre più efficaci e sempre meno invasive.

Tra gli eventi correlati a “BioRob 2006”, oltre a brevi simposi sull’etica della robotica e sull’ingegneria del neurosviluppo, si tengono gare di robotica tra gli allievi di alcune scuole medie superiori, nelle quali sono intervenuti docenti e ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna per avvicinare i ragazzi a questa disciplina. E’ in programma anche una rassegna cinematografica presso il cineclub “Arsenale”.

 

l’androide e la sua storia

Ciao, sono ancora io Frilee, ve l’avevo detto ke non avreste sentito la mia mancanza…..
Questo è il mio ottavo post ma non per questo l’ultimo; parla dell’androide e della sua storia!!!!

L’androide è un robot con sembianza umane, talvolta non riconoscibile dall’essere umano vero e proprio che è presente soprattutto in ambito fantascientifico. Il suo nome deriva dalla parola greca “anèr” “andros” che significa uomo e che può essere tradotto “a forma d’uomo”
La sua storia sembrerebbe iniziare grazie al filosofo S. Alberto Magno che lo usò per definire gli esseri viventi costruiti da uomini per via dell’alchimia.
Sembra, secondo una leggenda, che proprio lui inventò il primo androide fatto di metallo, legno, cera, vetro, cuoio e in grado di parlare, il cui compito era il servitore presso il monastero domenicano di Colonia.
La prima vera e propria tecnologia degli automi meccanici può essere riconducibile al Medioevo, ma nessuno prima di Leonardo da Vinci nei suoi progetti, che vanno dal 1495 al 1497, era riuscito a creare disegni per un cavaliere meccanico in grado di alzarsi in piedi, agitare le braccia, muovere testa e mascella e ,grazie ad un sistema di percussioni legato all’altezza del petto, riprodurre suoni.
Non fu mai scoperto se questo fu realizzato o meno ma probabilmente la sua costruzione serviva ad animare una delle feste alla corte degli Sforza, signori di Milano.
Altri automi importanti vennero costruiti soprattutto tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX secolo; tra i più famosi vi sono quello di Wolfgang Von Kempelen, in grado di giocare a scacchi, quelli dei due inventori Pierre e Henri-Lous Jaquet-Droz che tra il 1770 e il 1773 che, ne costruirono addirittura tre: uno scrivano, un disegnatore e  e un musicista.
Ora gli androidi vengono rimpiazzati quasi completamente dalle macchine per uso industriale, ma grande conoscenza nel campo di questi automi viene attribuita al Giappone, stato in forte progresso tecnologico che ha messo in commercio, persino i famosi cani robot.

Dal pianeta della conoscenza degli androidi è tutto, alla prossima!!!   Ciao da Frilee