2 febbraio
La Candelora nei proverbi e nella tradizione di Romagna
Per la Candelora
dell’inverno siamo fora;
se piove o tira vento,
dell’inverno siamo dentro;
e se è insolinata,
quaranta dì piu’ d’invernata.
S’ e’ piov e’ dè dla Candlora,
dall’inverne a sem fora.
(Se piove il giorno della Candelora dell’ inverno siamo fuori.)
Questi vecchi proverbi della terra di Romagna ci dicono che se, il giorno della Candelora è bello e c’è il sole c’è da attendersi ancora un lungo periodo di inverno( quaranta giorni o un mese); se invece piove o nevica o soffia la gelida bora , l’inverno sta per finire.
La ricorrenza liturgica della presentazione del Signore e della Purificazione di Maria è detta anche Candelora (in dialetto Zariola), perchè si benedicevano e si distribuivano ai fedeli le candele a cui il popolo attribuiva poteri particolari. Il nome febbraio deriva probabilmente dal verbo latino " februare", purificare e in questo periodo , in attesa del rinascere della buona stagione, si compivano molte pratiche purificatorie.
Una di esse consisteva nle lungo digiuno della Quaresima , altre avvenivano col mezzo purificatorio per eccellenza il fuoco. Le candele della Candelora sono un esempio di impiego rituale del fuoco, ripetuto poi in romagna nei falò del 4 febbraio ,la Madonna del fuoco, e culminante in quelli che venivano accesi nelle ultime sere di febbraio e di inizio marzo per salutare l’arrivo della bella stagione. I i falò venivano riaccesi nella sera della Vigilia di San Giuseppe ( 19 marzo) in occasione dele vicino equinozio di primavera.
Micio92

Avevo già sentito parlare di questa festa ma non ne sapevo nulla. Ora so qualcosa in più sulle nostre origini romagnole.
Io non ne avevo mai sentito parlare,grazie dell’ informazione.
Aciaccia91
Grazie a Micio che ha portato sul nostro blog una nota di folklore, frutto delle ricerche di due noti studiosi romagnoli.
Queste ed altre informazioni si possono trovare nel libro: “Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi. CALENDARIO E FOLKLORE IN ROMAGNA. media news, Ravenna, 1995.